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Venere e la sua bellezza trionfale

Venere e la sua bellezza trionfale

 

Oggi parliamo della divina Venere, altrimenti detta Afrodite, dea della bellezza, dell’amore e della passione. Che dire, proprio una che lasciava tutti i lumaconi di allora a bocca aperta!

Uno degli aspetti più importanti degli dei era la loro componente umana molto marcata: le disgrazie terrene venivano spesso interpretate come segni dell’ira divina e, perchè no, di qualche piccolo capriccio. In questa ottica dobbiamo dire che Venere era la più citata, sempre pronta a distruggere tutte le mortali che dessero ombra alla sua bellezza, gelosa e crudele come una qualsiasi donnetta inacidita.

 

Con queste premesse il collegamento è stato facile e provarlo ancora di più: Venere è senza dubbio una di quelle suocere che rendono la vita impossbile alla sfortunata nuora, suscitando i peggiori istinti anche nella più mite delle fanciulle. La prova è riscontrabile nella famosa favola di Apuleio Amore e Psiche. Gli elementi da analizzare sono molti, soprattutto grazie alla naturale predisposizione della dea verso questo ruolo.

 

Venere si interessa per la prima volta della giovane Psiche quando sente che tra le mortali c’è un fanciulla che può dirsi ancor più bella di lei…la rabbia la acceca e ordina a suo figlio Amore (tipico esempio di mammone impunito) di andare da lei e umiliarla facendola innamorare di un mostro. Possiamo senza dubbio notare che non era animata da compassione, la dea voleva distruggere la povera Psiche, ridicolizzando la sua fama senza pietà.

PRIMO ELEMENTO TIPICO DEL COMPORTAMENTO DELLA SUOCERA= accanimento contro la vittima

 

Purtroppo per Venere il piano non funziona. Infatti quell’imbranato di Amore, arciere di professione, altro non riesce a fare che ferirsi con la freccia che doveva scagliare, innamorandosi cosi perdutamente della giovane Psiche. Un vero disastro…se dovesse scoprirlo sua madre la sua ira sarebbe incontenibile.

Da bravo figlio cosa decide di fare? Decide di rapire Psiche per amarla in segreto senza che l’invadente madre senta minacciato il suo primato nei confronti del rampollo (classico esempio di mancanza di spina dorsale di un maschio medio). La soluzione è molto semplice: Psiche non dovrà mai capire chi è il suo amante e il segreto sarà così mantenuto. Psiche a questo punto ci mette del suo, lei è infatti caratterizzata da una incontenibile curiosità che la spinge a rompere il patto con Amore per guardarlo alla luce di una lanterna. Devo proprio dire che si erano trovati per quanto riguarda la goffaggine, visto che la giovane fa cadere dell’olio bollente sul petto dell’amante, il quale fugge immediatamente per non farsi mai più vedere.

 

Situazione perfetta per la crudele suocera, se non fosse per la curiosa idea di Psiche di cercare il suo amato per tutto il mondo, facendo così scoprire alla dea l’inganno del figlio.

Fuoco alle polveri…Amore viene chiuso in una gabbia d’oro, tentativo disperato della dea di ristabilire il suo primato distruggendo ogni possibilità di incontrare Psiche. SECONDO ELEMENTO TIPICO DEL COMPORTAMENTO DELLA SUOCERA= affermare sempre e di continuo la sua importanza, fino quasi a ingaggiare una gara con la sfortunata che ha sposato suo figlio.

 

In un secondo momento passa a meditare vendetta nei confronti della ragazza. Proclama un bando promettendo 7 baci a chi le porterà la giovane. Una volta sotto le sue grinfie decide di affibiarle ben 4 prove per meritare nuovamente l’amore del suo rampollo ( a questo punto spezzo una lancia a favore di Venere, con le suocere moderne le prove sono infinite).

 

Prova 1: Psiche deve separare un’enorme quantità di semi in mucchi distinti a seconda della loro qualità. La ragazza riuscirà grazie all’aiuto di gentili formiche, da sempre lavoratrici instancabili. La caratteristica messa alla prova, in questo caso, è la pazienza…risulta superfluo un paragone con il ruolo della suocera, ella infatti logora incessabilmente la pazienza della nuora.

 

Prova 2: Psiche deve prendere della lana dorata da un branco di arieti poco mansueti. La sventurata viene aiutata da una canna che le consiglia di aspettare che gli animali dormano per agire indisturbata. Viene provato il coraggio della giovane…spesso quando si assaggiano le specialità culinarie della suocera ce ne vuole molto.

 

Prova 3: la giovane deve riempire una brocca con l’acqua che sgorga su una montagna altissima e liscia come il marmo. L’aiutante in questo caso è una cortese aquila che passava di lì. Venere mette alla prova la tenacia e l’ostinazione, così come ostinate e scivolose devono sembrare le lusinghe che inutilmente si propinano alle suocere, esseri spietati che fiutano le menzogne come nessun altro.

 

Prova 4: la più difficile in cui Psiche deve resistere alla curiosità e non aprire un vaso che deve portare via dall’Ade. In questo caso nessuno la può aiutare se non la sua forza di volontà, ma Psiche è molto curiosa…e fallisce. Altra importante caratteristica delle suocere è andare a sollevare proprio quei discorsi a te più sgraditi, proprio quelli che mettono in luce i tuoi difetti.

 

Per fortuna Amore si libera dalla gabbia e, in un momento di sconvolgente audacia, salva la sua amata. Inutile dire come le cose vanno poi a finire…vivono per sempre felici e contenti. Anche noi non possiamo far altro che gioire per la conclusione della favola, soprattutto se pensiamo allo sconforto della crudele Venere, sconfitta dai dolci sentimenti tra due giovani amanti.

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