Occhio ai Miti

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 In questo post è mia intenzione proporre una interpretazione divertente ed originale del mito di Narciso. L’autore della poesia Narciso che trasciverò è Jacques Prevert.

Il mito di Narciso ci racconta la triste sorte di questo ragazzo dall’aspetto meraviglioso, così meraviglioso che l’unica persona che riesce ad amare è se stesso. Fin dal giorno della sua nascita Tiresia predice la sua violenta morte, la profezia recitava così: “vivrà finchè non conoscera se stesso”. La madre di Narciso fa tutto il possibile per salvarlo, eliminando dalla loro dimora ogni superficie riflettente, in modo che lui non possa vedere la sua incantevole figura per intero.

Il giovane passa le sue giornate ad ammirare le sue forti membra, suscitando non poco interesse tra le giovani. Un giorno si innamora di lui Eco, la ninfa condannata da Era a poter ripetere solo l’ultima parola che gli altri pronunciano; ella tenta inutilmente di far comprendere a Narciso i suoi sentimenti, ma il ragazzo sdegnosamente la rifiuta, portandola così alla morte.

Proprio a causa di questa sua superbia, la dea Memesi decide di punirlo: durante un giorno molto caldo la dea gli causa una sete irresistibile, portandolo così nei pressi di un ruscello. Il giovane, chinatosi per bere, vede la sua immagine riflessa e se ne innamora. Ogni suo approccio risulta ovviamente vano e, nello sporgersi per raggiungere il suo unico amore, egli cade ed annega.

Il personaggio di Narciso, pur con i suoi eccessi, ci racconta la vanità e la superficialità dei giovani, belli nel corpo, ma troppo acerbi nel cuore per poter godere pienamente della vita. C’è un aspetto del corpo statuario del nostro protagonista che viene ignorato nei miti antichi, ma che senza dubbio lui era in grado di vedere ed apprezzare…vediamo come il poeta ridicolizza la supeficialità del giovane e legge il suo suicidio in questa ottica innovativa:

 

Nudo si bagna Narciso

e fanciulle graziose vengono a vederlo

Narciso esce dall’acqua le avvicina e s’accorge

di non essere più come prima

Di lui qualcosa è mutato

S’accarezza con la mano

meravigliato di mostrare senza volere senza sapere

come un giovane stallone

le prove della sua virilità che nasce

Torna nell’acqua

più abbagliato che impacciato

E guarda le fanciulle

e

mezzo immerso nell’acqua ancora si guarda

E per un

fenomeno di rifrazione

vede un bastone spezzato

Così s’annega

Infantile deluso disperato.

 Può sembrare eccessivo e crudele, ma senza dubbio è plausibile!